Amare se stessi, ha come fondamento principale questa prerogativa: lo scegliersi.

Come ogni viaggio, anche quello in cui si è alla scoperta di sé per imparare ad amarsi, comincia con un primo passo. 

Io lo chiamo scelta.

Ogni cosa che facciamo nella nostra vita, dai gesti più comuni e “automatici” a quelli più impegnativi e ponderati, implicano delle scelte, consapevoli o meno.

Se sei qui, è perché molto probabilmente hai compreso quanto sia importante amarti e dare il meglio a te stesso o te stessa.

Che sia questa ragione a spingerti in questa lettura, una semplice curiosità, o altro, voglio augurarti con tutto il cuore che tu possa imparare a sceglierti per amarti e per amare.

Spero che questa guida sia per te l’inizio di un nuovo viaggio, di una storia d’amore che duri una vita: la tua.

Ti offrirò 9 esercizi pratici con cui imparare a farlo, con calma, costanza e tanta curiosità.

Allora, zaino in spalla e… partiamo! 😀

 

Amore per se stessi: perché è importante?

Amare se stessi in psicologia come nella comune accezione, vuol dire prendersi cura di sé ogni giorno.

Osservandomi intorno con curiosità, tra la gente che incontro, ho modo di vedere che sempre più frequentemente si è portati a prendersi cura delle cose, delle altre persone, ma quasi per nulla di sé stessi.

Mi sono chiesta il perché, ma cosa più importante, come Mental Coach, ho chiesto il perché.

Le ragioni sono delle più disparate.

Qualcosa come:

  • Avere i sensi di colpa nel caso in cui ci si preferisce ad altro o ad altri.
  • Essere pieni di impegni apparentemente improrogabili e urgenti.
  • Altre volte occuparsi degli altri diventa un modo per non restare con se stessi.

Il problema in tutto questo però, è che se non decidiamo di sceglierci per amarci, allora, il resto sarà un pretesto per stare bene ma non la vera strada.

Dipenderemo sempre dalle circostanze della vita e sarà come un gioco alla roulette, con il rischio che quel numero su cui abbiamo puntato tutto, non uscirà mai.

Se non impariamo a sceglierci, ad amarci, non sapremo conoscerci e riconoscerci anche nei momenti più impegnativi.

Ogni volta che penso all’interiorità di una persona, il suo potenziale, la sua ricchezza personale, mi ritrovo nella metafora di una casa.

Ogni persona è un po’ come una chiocciola: porta dentro di sé la propria casa dove trova rifugio, protezione, sicurezza, forza.

Ma cosa succede quando una persona si porta appresso questa casa in modo inconsapevole?

Non sa quante stanze ci sono, quante finestre, quanti angoli bui.

È così che si avverte il peso di portarsi appresso qualcosa di sconosciuto e non un’opportunità da cogliere per prendersene cura.

Amarti ed imparare a farlo, ogni giorno, è importante perché da te, da come ti guardi, dalla fiducia che riponi in te, dipende la visione che hai della vita.

Le circostanze, le persone, ti passeranno davanti, saranno un dono offerto destinato a stare più o meno a lungo nel tuo stesso percorso.

Ma non sono te.

Tu, sei l’unica persona che c’è stata, c’è e ci sarà, sempre, nella tua vita.

Tu, la tua esistenza con il suo perché, sono le poche certezze che hai.

Se tu stai bene, puoi donare questo bene.

Se tu stai male, doni solo a metà 😉

 

Imparare ad amare se stessi

Come ci si ama?

Ahh! Se me l’avessero insegnato a scuola!

Avrei sicuramente potuto donare più amore anche agli altri.

Invece, troppe volte mi sono chiusa e isolata presa da milla paure.

Da quando ho cominciato ad amarmi, ogni zona d’ombra sta lasciando spazio alla luce che scelgo di fare entrare spalancando le porte e le finestre della mia casa interiore.

Non c’è giorno in cui non mi alzi al mattino pensando alle meravigliose opportunità che ho da cogliere per esprimere chi sono aiutando gli altri a fare altrettanto.

Ma come si arriva a questo?

Con il gusto della curiosità, con la voglia di sperimentarsi e meravigliarsi anche e soprattutto, davanti alle cose più semplici.

Penso, come se ogni giorno fosse il mio primo giorno per me, su questa terra.

 

Come imparare ad amarsi?

Non amare se stessi è anch’essa una scelta.

Molto spesso non ci si ama perché c’è di mezzo il giudizio.

La nostra educazione, purtroppo, è incentrata sul merito.

Valgo se faccio bene (dove per bene, si intende ciò che gli altri si aspettano da me, e non ciò che io scelgo per me stesso).

Allora, ogni volta che non riusciamo in qualcosa subentra la parte giudicante:

  • Non vai bene.
  • Non sarai in grado di fare nulla.
  • Se non è cambiato nulla fino ad ora, perché dovrebbe cambiare ora?
  • Non sei abbastanza.

In quante di queste affermazioni ti ci rivedi?

Per esperienza e lungo lavoro su me stessa, posso affermare con assoluta certezza, che per imparare ad amarsi, bisogna disimpare:

  1. Cos’è l’amore.
  2. Cosa è normale da cosa non lo è.

Disimparare per imparare, è il concetto chiave.

 

1. Cos’è l’amore

Per rispondere a questa domanda implicita, vorrei servirmi di una definizione sull’amore che tra tante, è quella che preferisco:

“La capacità e volontà di permettere alle persone a cui si vuole bene di essere ciò che vogliono essere, senza insistenza o pretesa che esse diano soddisfazione”

Wayne W. Dayer – Le vostre zone erronee.

Amarsi, vuol dire accettarsi

È quando c’è la completa accettazione di sé, allo stato in cui ci si trova, che si inizia con il passo giusto, è il momento in cui avvengono piccoli “miracoli”.

Se proprio dobbiamo partire con uno zaino in spalla per questo viaggio dentro noi stessi, sempre meglio scegliere qualcosa di leggero da metterci dentro.

Ecco, questo è il primo elemento leggero da inserire: 

Amati senza pretesa alcuna, oggi, così come sei.

E a questo punto, mi collego con un’altra citazione che mi sta a cuore:

“Il curioso paradosso è che quando mi accetto per come sono, allora posso cambiare”

Carl Rogers

Quindi, niente più guerra contro se stessi, per iniziare a costruire qualcosa di nuovo dentro se stessi.

 

2. Cosa è normale da cosa non lo è

Quando dico che bisogna disimparare cosa è normale da cosa non lo è, non intendo dire che possiamo giustificare e abbuonare ogni atteggiamento negativo dettato dalla paura.

Ma è importante capire.

Leggendo un libro di Allen Frances, famoso psichiatra americano, mi ha molto colpito la sua riflessione riguardo il concetto di “normalità”.

Esso esprime apertamente, attraverso una logica che spazia dalla filosofia, alla sociologia, che una vera definizione della parola, non esiste.

Questo perché, condivido pienamente quanto espresso, il concetto di normalità non può essere condiviso in maniera universale in quanto condizionato dalla cultura.

Il significato di normalità, sta negli occhi di chi guarda.

Ecco che, quando parlo di capire, mi riferisco al fatto che c’è da chiedersi:

Quanto siamo realmente condizionati da concetti che abbiamo fatto nostri, più o meno inconsapevolmente?

E li definiamo normali.

Ma la vera domanda da porsi, non è se una cosa è normale o no.

La vera domanda da porsi è:

Questa determinata cosa, situazione, ha o potrebbe avere delle conseguenze positive o negative sulla mia vita e quella degli altri?

Qui, parliamo di regole condizionanti, di ricatti più o meno impliciti dettati dal falso buon costume che la società ci ha trasmesso.

Eccoti qualche esempio:

  • Chi lo dice che sbagliare è sbagliato?
    E se invece imparassimo ad amare i nostri errori?
  • Chi lo dice che dedicare del tempo per se stessi mettendo in pausa tutto e tutti sia una forma di egoismo?
    E se grazie a quelle pause posso offrire il meglio del meglio di me?
  • Chi lo dice che il mio valore si misura nella quantità di titoli e riconoscimenti raggiunti?
    E se fosse molto più di questo?

Questi sono solo alcuni esempi di regole sociali che potrebbero condizionare il modo in cui ti guardi e da qui, partire con una serie di giudizi.

Quindi, ora che lo sai, niente più giudizi, inizia a parlarti in modo amorevole e cerca di osservare soltanto, per meglio comprendere e poter agire.

Ricorda: disimparare per imparare.

 

Come amare se stessi: quanto sai di te?

Come innamorarsi di se stessi?

Forse è una domanda che ti ronza per la testa, ma la risposta è sotto i tuoi occhi 😀

Lo vedo con le mie figlie adolescenti e lo si percepisce dai comportamenti della moderna società.

Quando incontri una persona che potenzialmente ti piace, generalmente, la prima cosa che fai, è cercarla sui Social, chiedere il contatto e vedere il suo profilo.

  • Cosa pubblica?
  • Che pensieri ha?
  • Cosa le piace?

Insomma, Social o meno (anche perché è un vetrina, di reale c’è poco) quando ti innamori:

  • Ti interessi in modo attento a questa persona.
  • Cerchi di sapere quanto più è possibile di su di lei/lui.
  • Magari, ti rendi disponibile.
  • Sei disposto o disposta ad investire tempo ed energie per lei/lui.
  • Dimostri comprensione e diciamocela tutta, 
  • Perdoni anche qualche comportamento che non ti piace.

Ma verso te stesso o te stessa?

Come ti comporti?

Fai le stesse cose che faresti verso la persona di cui ti sei innamorato o innamorata?

Ti dai la stessa importanza?

Mi trovo molto spesso in contatto con persone che scelgono un piatto piuttosto che un’altro senza sapere il perché, il vero perché.

Se gli chiedo cosa preferiscono tra la montagna ed il mare, magari li metto in difficoltà.

Quindi, la domanda che ti faccio è: 

  • Tu, quanto sai di te?
  • Sai perché scegli quello che scegli?
  • Perché ti piace quello che ti piace?
  • Sai ascoltarti durante la giornata e chiederti semplicemente: come sto? 
  • Sai ascoltare i tuoi pensieri, la qualità di questi?
  • Insomma, quanto ti conosci, davvero?
  • Preferisci la tua compagnia o tendi a scappare da te stesso?

 

Come amarsi?

Amare è un verbo ed in quanto tale, implica un’azione.

L’azione, quanto più è voluta, adoperata, messa in moto, tanto più si perfeziona.

Erich Fromm paragona l’amore all’arte.

Proprio perché è un’arte, esso si perfeziona con la pratica. 

Quest’arte si serve di 3 elementi fondamentali:

  1. La comprensione: ossia, l’eliminazione del giudizio per sperimentare con curiosità cosa c’è sotto quelle false etichette che ti sei affibbiato (lo abbiamo visto anche prima, ricordi?)
  2. L’intenzione: ossia la decisione di scegliersi (il famoso primo passo).
    Deciderti nel voler percorrere una strada verso e dentro te stesso.
  3. L’azione: ad ogni buona intenzione, scegli di agire.
    Questo è l’unico modo per sperimentare la bellezza del viaggio in ogni sua tappa.

 

Esercizi per amare se stessi – 9 passi dentro di te

Come ti dicevo prima, amare (quindi, amarsi) è un verbo che implica delle azioni.

Ecco perché, ho individuato 9 esercizi che dovresti mettere in campo sin da subito:

1. Tempo per te

Ogni giorno, ritagliati del tempo di qualità per te. 

Almeno mezz’ora.
Stacca cellulare, computer, internet, non ci sei per nessuno.

Trovati uno spazio per te tra la natura, nella tua stanza, a fare una passeggiata, a leggere un libro o suonare uno strumento.

Ascoltati e sperimenta la tua compagnia.

  • Come ti percepisci?
  • Cosa senti?
  • Cosa vedi?
  • Come vedi ciò vedi?

 

2. Imparare l’arte dell’ascolto e del silenzio

Abbiamo due orecchie e una sola bocca, un motivo ci sarà! 😀

Molto spesso il silenzio viene scambiato come privazione.

Inizia a sperimentare il contrario: il silenzio come una forma di arricchimento.

Prova a fare silenzio per un’ora, quando sei in mezzo alla gente.

Cosa noti di diverso?

Dove sei con la testa?

Passa dal sentire all’ascoltare.

 

3. Passioni, cosa ti piace fare?

Chissà quante cose nuove avresti voluto sperimentare, magari vorresti dedicarti alle tue passioni e non lo hai mai fatto!

Mancanza di tempo, di voglia, di energia.

Niente di più sbagliato!

Se hai una o più passioni, è lì che si sviluppa il tuo potenziale, è lì che raggiungi la tua concentrazione, la tua calma, l’entusiasmo.

Ritagliati del tempo ogni giorno per fare ciò che ti piace, non rimandare.

Meglio ancora se lo fai appena sveglio.

Come si dice? Il mattino ha l’oro in bocca, no?😀

 

4. Gestione del tempo

Come gestisci le tue giornate? 

Sono scandite in modo tale da non sentirti con l’acqua alla gola?

Sono scandite in modo tale da non aver lasciato la tua energia tra le pagine dei Social per lungo tempo?

Come lo vivi esattamente?

Prova a segnare cosa fai per una settimana di fila.

Ogni ora, imposti una sveglia e scrivi cosa hai fatto nell’ora precedente.
Da quando ti alzi a quando vai a dormire.

Ti sorprenderai nel vedere cosa puoi sistemare, quali progetti in più puoi realizzare senza doverti affogare di impegni.

O, se già ne sei ricolmo, puoi sperimentare questo esercizio per rivalutare le tue priorità, metterti al primo posto e portarti negli spazi di cura per te stesso.

 

5. Calma 

Impara a rallentare nei gesti, nei pensieri.

Ogni volta che ti ricordi di fare con calma, la tua mente ritorna su ciò che stai facendo e si concentra a stare nel presente: la migliore condizione per vivere in modo sereno la tua vita.

Attenzione a non confondere la calma con la lentezza.

Puoi fare le cose con calma perché sei presente in ciò che fai, non necessariamente rallentando.

Ad esempio, quando bevi una tazza di caffè, anche se sei in piedi e devi recarti al lavoro e hai poco tempo, chiudi gli occhi.

Assapora l’aroma che si sprigiona in bocca, senti il percorso che fa per scendere, senti il profumo.

Vivi quel momento al 100%!

Calma vuol dire allargare il tempo che vivi mentre fai quello che fai.

 

6. Imparare a dire di no

Quando ti ho detto che è importante scegliersi, questo è uno degli aspetti che reggono questa scelta.

Impara a farti spesso questa domanda: io, cosa voglio veramente?

Impara a dire di no quando vuoi dire di no e sì quando vuoi dire di si.

Se ti trovi ad essere indeciso, chiedi del tempo al tuo interlocutore, il necessario perché tu possa imparare a comprendere e capire cosa vuoi fare.

Anche questo aspetto è fondamentale per imparare a conoscersi.

Meglio un sano no, che un si detto per paura e per accondiscendenza.

 

7. Positivo

Imparare ad amarsi vuol dire saper guardare cosa c’è oltre il giudizio, lo abbiamo visto.

Per imparare a vedere davvero, comincia con l’osservare il mondo intorno a te e cercare il positivo.

Positivo equivale a ciò che c’è oltre la visione negativa.

Positivo equivale a vedere ciò che c’è ma non ne dai alcuna importanza.

Trovare il positivo, per te, equivale a sapere perché ti piace quel che ti piace, quindi, conoscerti.

Metti una sveglia ogni ora, scrivi cosa trovi di positivo e perché.

Impara ad estendere questa visione anche su di te, specialmente se sei abituato o abituata a darti giudizi e non riconoscere quello che fai.

 

8. Cogliere le opportunità

Non so se hai mai giocato a Super Mario Bross o hai visto giocare qualcuno 🙂

Durante il percorso, si incontrano le monetine che equivalgono a nuovi punti.

Lo so che potrebbe risultare un po’ “fuori dalle righe”, ma la vita di ognuno me la immagino proprio così.

Ogni persona, anche tu, hai sul tuo percorso tante monetine o opportunità (che magari non vedi perché sei tanto preso dai pensieri negativi).

Ognuno di noi può scegliere di coglierle o sfidarsi nel proseguire la vita e ritrovarsi a fine partita a mani vuote.

La cosa meravigliosa che puoi fare, è fare una lista di qualità che ti riconosci e iniziare a chiederti:

Come le posso mettere in atto?

Come le posso sfruttare?

Se lo stai già facendo, sperimentati in qualcosa di nuovo, di diverso.

 

9. Diario dei miglioramenti

Chissà perché, con gli altri siamo più buoni e vediamo in loro i progressi, le qualità, i traguardi raggiunti, mentre con noi siamo più severi e meno obiettivi!

Beh, il perché sta nel fatto che dobbiamo imparare ad amarci e quindi, riconoscere cosa possiamo fare.

Ogni volta che ti becchi a fare qualcosa che a te piace, a vedere un passo in avanti, un miglioramento anche piccolo, un traguardo raggiunto, scrivilo!

Lascia che il tuo scritto diventi il tuo diario dei miglioramenti.

Lascia che sia qualcosa che in modo indelebile possa passare il testimone al te del futuro che molto probabilmente, accecato dal giudizio, avrà dimenticato cosa hai fatto.

Non solo, nel tuo diario dei miglioramenti, scrivi il come.

Quel come sarà indispensabile perché ti darà un percorso personale, il tuo.

Potrai rifare quel processo, altre volte, anche con un pizzico di creatività.

Sarà il tuo auto-aiuto: la prossima volta in cui ti beccherai a dubitare di te e nelle tue capacità, apri le pagine e leggile come se stessi leggendo quelle di un tuo amico: 

cosa pensi di te, ora?

Se vuoi approfondire ogni esercizio, entrarci dentro, non preoccuparti, puoi scaricare gratuitamente la guida “Come prenderti cura di te”.

Avrai modo di sperimentare ogni giorno, con un calendario fatto a posta per te, cosa vuol dire imparare ad amarsi, con piccoli ma importanti gesti.

 

Amare se stessi per amare gli altri: dall'”io” al “me

Iniziare ad amare se stessi a volte può sembrare impegnativo, altre volte divertente.

Non è ciò che fai ma è cosa pensi di quello che fai.

A volte, durante un percorso di coaching, sperimento che una persona che ha imparato ad amarsi tende, per l’euforia del momento, ad eccedere.

Amare solo se stessi priva l’amore della sua essenza.

Mostrandoti i 9 passi attraverso degli esercizi pratici, ti ho fornito una via, un percorso, attraverso il quale ritrovare te stesso.

Tuttavia, passare dall’amor proprio all’egoismo, è un attimo.

 

Dal “me” al “noi”: la vera espressione dell’amore

Ciò che rende possibile l’amore, è la condivisione di ciò che siamo, al mondo.

Il mondo, non sempre comprenderà chi siamo, la nostra natura più vera e profonda, ma se abbiamo costruito bene la nostra casa interiore, questo non sarà un problema.

Quando hai realizzato la tua sicurezza interiore, non avrai bisogno dell’approvazione degli altri per sapere se vai bene.

Ma saprai guardare gli altri come unicità, quale tu sei, facendo lo stesso procedimento che hai fatto per te.

  1. Niente giudizio, ma comprensione.
  2. Disimpariamo per imparare con lo scopo di capire.

Quando non abbiamo bisogno dell’amore degli altri per stare bene, non saremo soggetti a pretesa alcuna e potremo amare davvero le persone per quello che sono.

Ricordi la definizione di Dayer?

Amare le persone, vuol dire quindi, comprenderle, offrire il nostro aiuto se lo vorranno.
Mettere in moto gli stessi atteggiamenti e azioni che useremmo in fase di innamoramento 🙂

Un paradosso: mentre gli altri non ti servono (non gli usi) per stare bene, attraverso gli altri, quando stai bene, per conduzione, potrai estendere il tuo amore

Perché non siamo essere solitari ma ci sviluppiamo, cresciamo, evolviamo, anche grazie all’interazione sociale.

Ecco l’evoluzione dell’amore:

Dall’io al me, dal me al noi.

 

Amare se stessi, considerazioni finali

Chi crede che amare se stessi voglia dire abbellirsi esteriormente, senza prendersi cura di ciò che porta dentro, la propria casa, porterà appresso una grande mancanza.

Gli esercizi che ti ho mostrato sono un mezzo, così come lo è un’auto, un bus, un taxi, prendi quello che vuoi.

Rappresentano un veicolo attraverso i quali puoi spostarti da un punto ad un’altro.

Il punto di arrivo, sei tu.

Ma sai qual è la cosa più entusiasmante di questo viaggio? 😀

Che non ha mai fine!

Quando hai imparato a fare tuoi gli strumenti che ti ho mostrato, ti rendi conto che la voglia di sapere di più di te, di sperimentarti, di crescere, aumenta a dismisura.

E non perché devi dimostrare qualcosa a qualcuno o perché mettere in moto le tue qualità dimostri chi sei.

Semplicemente perché ami la vita e come un albero, vuoi estendere i tuoi rami in lungo e in largo.

Ognuno di noi è chiamato in questa vita a divenire qualcosa.

Tu, per cosa sei chiamato a divenire?

Se è una domanda troppo impegnativa per te e hai difficoltà a mettere in pratica quello che ti ho mostrato, posso aiutarti a farlo.

Prenota un incontro gratuito e tracciamo un percorso insieme, sarei onorata di far parte di un pezzo del tuo viaggio, verso di te  🙂

About

Pamela Bembi

Mental Coach specializzata in Indipendenza Emotiva.
Dopo un lungo percorso di formazione e crescita personale e professionale grazie a Giacomo Papasidero e la Scuola di Indipendenza Emotiva, ho scoperto e sperimentato quanto amare renda davvero felice ogni uomo.
Nata come contabile d'azienda, dopo venti anni di esperienza come impiegata amministrativa a contatto con vari contesti lavorativi, ho deciso di fare il grande salto dedicandomi al 100% in questo meraviglio lavoro.
Una delle gioie più grandi, è considerarmi uno strumento attraverso cui le persone possono guardarsi dentro e vedere di quale meraviglia siamo fatti, una gioia che si estende e si autoalimenta in ogni contesto: sociale, lavorativo, personale, familiare.

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